Sguardi in comune

Sguardi in comune

Il 1 luglio è cominciata la cinquantesima edizione del festival Les rencontres de la photographie di Arles, in Francia. 

Tra le mostre esposte nella settimana di apertura, l’agenzia francese Myop ha curato una collettiva dedicata ad alcuni lavori dei fotografi che rappresenta. Il titolo è Communion, inteso come aspetti in comune, ma anche come situazioni ed eventi da condividere in una comunità. 

La sezione Identities 1990-2018 di Pierre Hybre e France Keyser è dedicata a due lavori realizzati a distanza di più di vent’anni, che mostrano i cambiamenti profondi di fruizione e ricezione delle immagini con l’arrivo dei social network. 

Nella serie The age of possibilities Pierre Hybre ha ritratto giovani che vivevano nella periferie di Parigi negli anni novanta. L’approccio da candid camera, con pose spontanee e un po’ ingenue appaiono lontane da quelle che pubblicano oggi gli adolescenti. Zozoliina invece è il nuovo progetto della fotografa France Keyser dedicato ai cittadini francesi di religione musulmana. Da anni Keyser vuole provare a combattere l’islamofobia, soprattutto nel suo paese, per distruggere gli stereotipi che la riguardano. Il lavoro esposto ad Arles è dedicato a una giovane blogger francese e musulmana alle prese con la sua immagine su internet. 

La promenade della fotografa Julie Hascoët è il risultato della sua residenza artistica nell’area di Creuse, in Francia, durante la quale avrebbe dovuto sviluppare un progetto sul territorio. In quei mesi è stata più volte nella seconda più piccola prigione del paese, dove ha intervistato sette detenuti sui luoghi che amavano di più quando erano fuori del carcere. 

Dopo gli incontri, Hascoët si è recata su quei luoghi, li ha fotografati e poi mostrati ai detenuti, che a loro volta aggiungevano dettagli e facevano disegni per spiegare meglio quello che ricordavano. Poi Hascoët tornava e scattava nuove foto. “È stato il tentativo di fare entrare il fuori in quelle mura e interrogarmi sul ruolo e il potere delle immagini”, spiega la fotografa. 

La mostra dell’agenzia Myop durerà fino al 7 luglio. 

Fonte internazionale.it

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