Inaugurazione sabato 4 Ottobre ore 15,30- Villa Confalonieri
“Ogni fotografia è un certificato di presenza“
Essere presente è un concetto indispensabile nella fotografia. Il soggetto ritratto, nel presente, diventa il protagonista di un’immagine e, a sua volta, ricordo e memoria.
Partendo proprio dalla memoria, a cent’anni dalla prima pellicola in Italia (Ferrania, 1923-2023) è necessaria una riflessione sul “fare fotografia”, come gesto lento e meditato.In un mondo di immagini istantanee, continue e virali, il soffermarsi sul gesto che il fotografo inserisce in ogni scatto, riporta a una concezione di tempo lento, che è proprio del creare.
Un progetto, una riflessione, ben lontana da uno click fugace di un cellulare o da linguaggi virtuali. Un’idea di attesa, di gestazione e poi di uno scatto, curato, meditato e rivisto.
Alla nona edizione il Mif 2023 si interroga sul valore della fotografia nel presente. Viene quindi immediato rivolgersi alla storia, al processo che ha accompagnato la produzione di immagini attraverso una macchina, cercando di ricondurre una fotografia ad uno “studium” e un “punctum“, come direbbe Roland Barthes nel suo saggio “La Camera chiara”.
Partendo proprio da questo saggio, “Fare, subire, guardare” è il titolo che i fotografi del Mif (Fotolibera e Fotoclub Galbiate), hanno pensato per questa edizione.
Una riflessione sul “fare” fotografia, attraverso gli occhi dell’operatore, dello spettatore e del soggetto fotografato (consapevole o meno). Procedendo in coppia, i fotografi del Mif, si sono osservati, studiati, e hanno colto il senso della produzione fotografica, l’uno nell’altro e per l’altro. Scatti finali e descrizione del processo di ricerca, lento, meditato, pensato. Il soggetto come oggetto da immortalare nelle sue fasi di produzione.
Ugo Mulas, nel suo racconto sulle “Attese” di Lucio Fontana scrive:
“fu allora che capii come il momento preparatorio, quello che precede (il taglio), era il più importante, quello decisivo”.
Descrivere questo momento di preparazione, attraverso le fasi che precedono uno scatto, testimoniano come, anche a distanza di quasi duecento anni dalla prima immagine fotografica e a cento dalla prima su pellicola, la Fotografia è un atto di ricerca, paziente, calma e riflessiva, e non tanto di rese fugaci e istantanee.
“Fotografie: ne vedo ovunque, come ognuno di noi oggigiorno; dal mondo esse vengono a me, senza che io le chieda; non sono che <<immagini>>, il loro modo di apparizione è il come-viene-viene (o il come-va-va)…La tale fotografia che io distinguo dalle altre e che amo non ha nulla del punto lucente che oscilla davanti agli occhi e che fa dondolare la testa; è esattamente il contrario dell’ebetudine; essa è piuttosto un’agitazione interiore …un’avventura”
Arianna Mancini, Direttrice artistica M.I.F.
(Roland Barthes, La Camera chiara, nota sulla fotografia, ed. Einaudi – https://www.ugomulas.org/lattesa/)