Inaugurazione sabato 26 Settembre ore 15,30- Villa Confalonieri
Atrio Comunale
La gomma bicromata è un processo che sfida la percezione stessa dell’immagine. Qui, la fotografia non è più solo luce catturata, ma materia trasformata. I pigmenti si mescolano alla chimica, dando vita a opere che oscillano tra il visibile e il tattile, tra il reale e l’interpretato.
Come un alchimista, l’artista manipola la luce e la materia, creando immagini che non sono
semplici riproduzioni, ma evocazioni. Ogni stampa è unica, irripetibile, frutto di un equilibrio
delicato tra tecnica e intuizione. La fotografia diventa pittura, la pittura diventa fotografia.
Dove finisce l’una e inizia l’altra? Questa mostra invita lo spettatore a interrogarsi sulla natura dell’ immagine: è un’illusione ottica o una presenza fisica? È memoria o creazione? È luce o pigmento?
Aldo Mapelli
Nato il 19 Agosto 1957
La mia ricerca artistica ha avuto inizio all’età di 20 anni come pittore professionista, dando vita a un percorso espressivo in continua evoluzione. Con il tempo, ho ampliato la mia visione integrando la fotografia, che è divenuta un elemento fondamentale della mia pratica artistica. Da sempre affascinato dalla fotografia analogica, ho lavorato con diversi formati, dal 135 al medio formato fino al banco ottico, senza trascurare le potenzialità del digitale. Oggi prediligo la fotografia analogica, in particolare la stampa in bianco e nero, curando ogni fase del processo, dallo sviluppo della pellicola alla stampa finale.
Oltre alla fotografia fine art in bianco e nero, mi dedico anche alla tecnica fotografica della gomma bicromata, esplorando le sue possibilità espressive e cromatiche in una continua ricerca di contaminazione tra pittura e fotografia. Alcune delle opere in esposizione sono frutto di questa ricerca recente, realizzata nel corso del 2025. La sperimentazione e ’approfondimento tecnico mi permettono di fondere la mia esperienza pittorica con quella fotografica, dando vita a immagini che trascendono la rappresentazione tradizionale per entrare in un dialogo più intimo con la materia e la luce.