Inaugurazione sabato 26 Settembre ore 15,30- Villa Confalonieri
Giovedi 15 Ottobre ore 20
SOTTO LA SUPERFICIE
Laboratorio di fotografia terapeutica per conoscersi, raccontarsi, trasformarsi
PREMESSA
In un contesto contemporaneo in cui la fotografia è spesso rivolta verso l’esterno, utilizzata per comunicare
un’immagine idealizzata di sé, della propria vita e del mondo, questo laboratorio nasce con l’intento di
proporre una prospettiva alternativa: una fotografia che non cerca il consenso, ma l’autenticità.
SOGGETTI COINVOLTI
Questo laboratorio si rivolge ad adulti (massimo 12 partecipanti) appartenenti alla comunità che sentono il
desiderio di mettersi in gioco in un’esperienza creativa e riflessiva. È pensato per chi vuole esplorare la
fotografia non come tecnica da perfezionare o mezzo per ottenere riconoscimento esterno, ma come
strumento di introspezione, narrazione personale e trasformazione.
È aperto a chi:
-ha voglia di osservarsi da nuove prospettive e raccontarsi in modo autentico;
– è curioso di sperimentare con l’immagine e con i materiali, anche in forme non convenzionali, come
la manipolazione fotografica, il collage, il cut-up, etc.;
Non è richiesta alcuna competenza fotografica o artistica: ciò che conta è la disponibilità a esplorare, a
mettersi in ascolto, a dare forma – visiva e simbolica – al proprio sentire. Il laboratorio è uno spazio sicuro,
accogliente, in cui ogni partecipante è invitato a portare sé stesso nella forma che sente, senza pressioni,
aspettative o necessità di performance.
FINALITA’
La finalità del progetto è quella di proporre una fotografia che non cerca il consenso altrui, ma che mira
all’autenticità e alla scoperta della molteplicità esistente in ciascun individuo, restituendo così all’immagine
il suo potenziale più intimo e trasformativo, ovvero quello di essere uno strumento di esplorazione personale
e collettiva. Il laboratorio si configura come spazio sicuro in cui rallentare per poter osservare sé stessi,
conoscersi e riconoscersi, scoprirsi e raccontarsi all’altro.
ABSTRACT
In un’epoca dominata dalla performance e dall’apparenza, vogliamo restituire all’immagine il suo potenziale
più intimo e trasformativo: quello di essere uno strumento di esplorazione personale, un mezzo espressivo
capace di dare forma visiva al sentire, alle emozioni, al non detto.
La fotografia, liberata dalla necessità di essere “bella” o tecnicamente perfetta, diventa uno spazio sicuro in
cui osservare sé stessi, riconoscersi e raccontarsi. Non sono richieste competenze specifiche, poiché ciò che
conta non è l’estetica dell’immagine, ma il significato che essa porta e il processo creativo che l’ha generata.
All’interno del percorso, la fotografia viene anche intesa come materia viva, trasformabile. Le immagini
possono essere create, manipolate, frammentate, cucite, ricamate o sovrapposte, diventando superfici da
esplorare. Questo approccio, che unisce fotografia e altre tecniche artistiche, favorisce un’esperienza
sensoriale e simbolica che rende il processo ancora più significativo. L’atto creativo diventa così non solo
espressivo, ma anche rigenerativo, capace quindi di trasformare ciò che si è osservato in una nuova forma,
più autentica e personale.
In questo senso, il laboratorio si configura come un invito a rallentare, a guardarsi dentro, a sospendere il
giudizio per fare spazio all’autenticità. Una pratica visiva che, più che mostrarsi al mondo, permette di
incontrare profondamente sé stessi e gli altri.
Contatto istagram: https://www.instagram.com/collettivo_frammenti/
A titolo di rimborso spese è richiesto una donazione consigliata di euro 15
Frammenti è un collettivo composto da tre professioniste della relazione d’aiuto unite dalla passione per la
fotografia come strumento di cura, consapevolezza e trasformazione.
Formate in fotografia terapeutica e fototerapia, lavorano intrecciando linguaggi visivi e pratiche relazionali
per generare spazi in cui la narrazione personale e collettiva possa emergere, essere accolta e risignificata.
Credono in un approccio che metta al centro la persona e il suo sguardo sul mondo, e in un’estetica capace
di dare voce a ciò che spesso resta invisibile.
Attraverso progetti di fotografia ad impatto sociale creano dispositivi poetici e partecipativi, per restituire
memoria, presenza e possibilità di racconto a luoghi, volti e storie.
A questo progetto specifico lavoreranno Camilla Tiranini, educatrice professionale, e Lara Frassine,
Pedagogista, formate entrambe in fotografia terapeutica.
Contatto istagram: https://www.instagram.com/collettivo_frammenti/