Coincidenze

Coincidenze di Luigi Erba, Nazzareno Berton e Sergio Carlesso

Luigi Erba, Sergio Carlesso e Nazzareno Berton sono i protagonisti di questa mostra, un’occasione particolare che li accosta in quanto autori dell’anno FIAF (rispettivamente nel 2022 e nel 2026) e li unisce in una tematica comune legata all’ambiente: il disastro della tempesta Vaia, che nel 2018 devastò i boschi del Trentino. “Resistere” – per Carlesso e Berton e
quello dell’effetto del Bostrico nella pineta di Tedoldo (Bellano) per Luigi Erba – “iI non ho
più rami per graffiare il cielo”.
Un’occasione per osservare ovviamente la diversità dei linguaggi.

“RESISTERE”

(Reset/4° parte)

Autori:   NAZZARENO BERTON  –  SERGIO CARLESSO

Il 29 Ottobre 2018 un grave evento atmosferico ha sconvolto un territorio.

Il nostro mondo, il luogo dove da molti anni condividiamo “storie silenziosamente presenti” e di cui ci sentiamo parte, è cambiato.

La Natura questa volta ha mostrato la sua forza, riprendendo possesso dei luoghi. Ci resta una sensazione di sconforto per la perdita di relazioni ormai consolidate, quasi di lutto. 

RESISTERE. Tutto tornerà come prima.

 

“RESISTERE” è la quarta parte di una ricerca sul territorio dell’Altopiano di Asiago che dura ormai da oltre 10 anni. 

Il lavoro originario ( “Reset” ), nato “dalla volontà di liberarsi (…), per ritrovare la magia del quotidiano e riscoprire un rapporto “rilassato” con la natura” ha comportato nel tempo un coinvolgimento personale sempre più profondo ( “Res(p)e(c)t” ): l’intervenire fisicamente sull’ambiente, interferendo sui normali equilibri, è divenuto sempre più un modo per appartarsi dal mondo esteriore “esaltando il coinvolgimento in storie silenziosamente presenti, anche se non immediatamente percepibili” all’interno dei boschi.

Dopo tanto tempo trascorso “a capire” la Natura, sempre più ci siamo sentiti di farne parte, ben accolti. Tornando nei luoghi a lungo frequentati riviviamo sempre sensazioni forti, a volte nuove, ritrovando “amici” o scoprendo che non ci sono più, capendo le trasformazioni, i cambiamenti, le evoluzioni. Ormai facciamo parte di tutto questo; le “storie silenziosamente  presenti” sono diventate anche la nostra storia.

Per la prima volta con “RE (nel set della Natura)” – terza parte di “Reset” – anche la nostra figura ha fatto parte dell’immagine, segno di una sempre maggiore simbiosi: una presenza discreta  perché “di fronte alla grandezza del mondo naturale non possiamo essere i protagonisti, ma solo comparse: ma l’essere parte di tutto questo, capirlo, “sentirlo”, ci rende comunque importanti e felici. “Come un  RE”.  

 

Ma la Natura a volte ristabilisce le gerarchie dimostrando la sua forza. 

Il territorio oggetto della nostra ricerca nel 2018 è stato sconvolto da “Vaia”: percorrerlo significa ora vivere sensazioni completamente diverse, anche nel dubbio che la Natura ci abbia rifiutati.

 “RESISTERE” vuole essere la presa di coscienza del grande rispetto che l’uomo deve portare, ma anche la convinzione che tutto potrà tornare come prima.

 

Nazzareno Berton – Sergio Carlesso

 

“RESISTERE” si compone di 2+13 immagini: le 2 introduttive rappresentano l’ultima immagine della ricerca “RE (nel set della Natura)” (2016) e lo stesso luogo dopo l’Ottobre 2018.

IO NON HO PIU RAMI PER GRAFFIARE IL CIELO

Autore: Luigi Erba

“Io non ho più rami per graffiare il cielo” è il titolo di questa mostra di Luigi Erba , ispirata nella sua nomenclatura formale ad una poesia di padre Turoldo, già ripresa da Mario Giacomelli. Il riferimento alla natura è evidente, in modo specifico alla pineta di Tedoldo (Bellano) colpita dal bostrico. Si tratta di una ricerca in fieri che seguirà nel tempo anche l’evoluzione del bosco, modificandone i linguaggi. L’autore che si ispira ad una profonda trasformazione ambientale, analizza le conseguenze del taglio del bosco, realizzando un’immagine a dittico in sede di ripresa come è nel suo tradizionale linguaggio. Complessivamente poi la mostra si sviluppa attraverso un bianco e nero ad alto contrasto, quindi con fotocopie con un colore dipinto come se fosse una traccia di un cielo perduto.

Nazzareno Berton - Sergio Carlesso

Nazzareno Berton nasce ad Asolo in provincia di Treviso nel 1957, vive e risiede a Riese Pio X° (TV) La fotografia coltivata con amore da oltre quarant’anni, è un viaggio interiore alla scoperta della propria identità nascosta dietro gli estetismi della società. L’ambiente ed il territorio sono il primo “naturale” soggetto verso cui ha rivolto e tuttora rivolge l’interesse e l’obiettivo, ottenendo importanti riconoscimenti in campo nazionale e internazionale Tra gli altri, con “Largo ai giovani” nel 2015 è risultato vincitore del “13° Portfolio Trieste” e finalista di Portfolio Italia – Gran Premio Apromastore – Premio Pentax, con “Expo 2015” vincitore del Premio Portfolio Tre Oci Venezia – Now e con “Ai valorosi Eroi del Monte Grappa” segnalato al 15° TriestephotoFestival – Portfolio Italia – Gran Premio Hasselblad. Alcune immagini del suo lavoro “progetto Sollievo – Il compleanno di Maria” realizzato per il Progetto Nazionale FIAF 2016 “Tanti per tutti - Viaggio nel mondo del volontariato”, sono state pubblicate su libri, riviste e su numerosi quotidiani e mensili nazionali Nel 2017/2018 è stato testimonial Fuji per il progetto Nazionale FIAF “La famiglia in Italia” e nel 2022 finalista di “Crediamo ai tuoi occhi” Fotoincontri con Tomba Brion di Carlo Scarpa E’ stato insignito dell’onorificenza BFI e IFI dalla Federazione Italiana delle Associazioni Fotografiche. Dal 2020 è membro del collettivo di Street Photography “ Step21”

Sergio Carlesso è nato a Bassano del Grappa nel 1959; di professione architetto, risiede a Romano d’Ezzelino. L’interesse per il mezzo fotografico nasce negli anni ’80: da quel momento la sua attenzione si indirizza prevalentemente verso la ricerca concettuale e l’interpretazione del paesaggio con l’utilizzo di tecniche espressive sperimentali. E’ particolarmente interessato alle relazioni fra la fotografia e gli altri settori dell’arte.
E’ stato insignito dalla Federazione Italiana delle Associazioni Fotografiche dei riconoscimenti AFI (2012) e IFI (2018). Sono numerosi i riconoscimenti ottenuti in manifestazioni e festival nazionali: tra gli altri, con “Istint-anee” nel 2003 è risultato migliore autore nella 5° edizione del premio “Crediamo ai tuoi occhi” a Bibbiena (AR); è stato inoltre premiato nella stessa manifestazione nel 2007 con “Ri-Flessioni” e nel 2009 con “On Line”. Con “Paesaggi complessi” nel 2015 e “Je est un autre” nel 2020 è risultato finalista di “Portfolio Italia”
Ha pubblicato il volume “Il Grappa – Dall’ Olimpo Veneto” (Biblos Edizioni, 2002) e “Istint-anee” (Edizioni Fiaf, 2003), e, tra l’altro, ha fatto parte degli autori selezionati per il volume “Immagini del Gusto” (Edizioni Fiaf, 2005) e, per la mostra “La magia della Polaroid” presso il Centro Italiano della Fotografia d’Autore. Nel 2016 è stato “Testimonial Samsung” per l’iniziativa “Tanti per Tutti / Viaggio nel Volontariato italiano – Fiaf”
Dal 2003 una selezione di sue immagini fa parte della collezione del Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma (CSAC).

Nazzareno e Sergio sono accumunati dalla passione della fotografia e dall’amicizia, oltre che dalla frequentazione dell’Associazione Culturale Ezzelino Fotoclub. Dal 2009, oltre a continuare la propria personale ricerca, sviluppano progetti comuni su temi relativi la rilettura del paesaggio e del territorio, operando con voluta lentezza e lunga frequentazione dei luoghi al fine di percepirne le caratteristiche. Spesso intervengono modificando la peculiarità dell’ambiente utilizzando questo metodo per obbligarsi a capire (o meglio “sentire”) l’essenza del luogo, e per testimoniare e trasmettere la propria percezione.
Con i loro lavori comuni sono stati premiati ed hanno esposto in numerosi festival nazionali ed internazionali, sono stati finalisti di “Portfolio Italia” in 6 edizioni, oltre che “Testimonial Fuji” nel progetto nazionale “Clima, Ambiente, Futuro”.
Hanno all’attivo oltre 40 mostre personali o collettive ed ottenuto il riconoscimento “Autore dell’anno 2026“ da parte della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche.
I loro lavori sono presenti in numerose pubblicazioni, oltre che raccolti nel volume monografico “Lo sguardo condiviso” (edizioni Fiaf 2026).

Luigi Erba

Luigi Erba (Lecco, 1949) è tra gli autori italiani che hanno sviluppato una delle ricerche più originali sul linguaggio fotografico contemporaneo. Laureato in Materie Letterarie all'Università Cattolica di Milano, ha affiancato all'insegnamento un'intensa attività di ricerca, critica e curatela, concependo la fotografia come luogo di sperimentazione, memoria e visione.
Fin dagli anni Settanta il suo lavoro si è allontanato dalla rappresentazione oggettiva del paesaggio per indagare una dimensione interiore, dove memoria, percezione e immaginazione ridefiniscono lo spazio fotografico. L'uso della camera oscura, della pellicola e, successivamente, delle tecnologie digitali diventa parte integrante di una ricerca che riflette sul linguaggio stesso della fotografia.
Definita da Elena Pontiggia e Daniela Palazzoli come Concettualismo lirico, la sua poetica si sviluppa attraverso cicli quali Interfotogrammi, Polifotogrammi e Un luogo sull'altro, nei quali il tempo, la simultaneità, il caso e la memoria diventano gli elementi costitutivi dell'immagine. Ne nasce una fotografia che supera la semplice descrizione del reale per trasformarsi in esperienza poetica e conoscitiva.
Accanto all'attività artistica ha collaborato con numerosi protagonisti dell'arte contemporanea, tra cui Aldo Tagliaferro, Mario Cresci, Franco Fontana e Mario Giacomelli, ed è stato tra i firmatari del Manifesto Passaggio di Frontiera (1995). La sua ricerca è stata presentata in mostre, festival e istituzioni italiane, ottenendo importanti riconoscimenti, tra cui il Premio BNL Gruppo BNP Paribas al MIA di Milano nel 2013.
Il suo lavoro continua ancora oggi a interrogare il rapporto tra fotografia, tempo e memoria, in un percorso coerente che pone il linguaggio dell'immagine al centro della riflessione artistica.

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