Inaugurazione sabato 26 Settembre ore 15,30- Villa Confalonieri
Cosa ci agita dentro?
Che relazione esiste tra il mondo interiore
e quello esteriore?
IN-tuere nasce come atto di ascolto profondo
ma anche istintivo.
Un’indagine visiva sul confine sottile
tra ciò che percepiamo
e ciò che ci attraversa,
tra visibile e invisibile.
Attraverso l’attesa,
lo sguardo si fa più lento,
più aperto.
Le immagini non cercano risposte,
ma lasciano emergere tracce,
intuizioni,
scintille di senso.
Ogni fotografia è un varco,
uno spazio
in cui l’interiorità si riflette.
Una sottile linea di energia
inizia ad agitarsi
fino alla sua completa manifestazione.
Il dentro si proietta fuori e viceversa,
creando un dialogo silenzioso
tra emozione e materia,
tra intuizione e presenza.
IN-tuere invita a sostare,
a guardare senza cercare,
a sentire prima di capire.
Fondamentalmente curiosa, utilizzo il linguaggio fotografico per esplorare il mio mondo interiore e ricercare la meraviglia nei piccoli particolari.
Alla deriva mi lascio trasportare da sensazioni e stupore. Attingo dai sogni per poter esprimere ciò che è inconscio.
I miei primi maestri sono stati mio padre e mio nonno, appassionati di fotografia: ho vissuto la magia della camera oscura grazie a loro e ho attinto da loro il mio sguardo. Da mia madre ho ereditato la curiosità, la ricerca, il pensiero critico.
Di mia nonna la lievità... orgogliosa di assomigliare molto a lei: a volte un po’ svampita e nel mio mondo.
Durante gli studi, alle scuole medie, grazie al professor Armani, ho scoperto che la fotografia è anche un linguaggio.
Verso il 2015 ho seguito un corso al Gruppo Amici della fotografia di Gorle, di cui ho fatto parte dal 2015 al 2019.
Nel 2020 grazie ad un contest fotografico online, ho conosciuto gli amici del circolo Camera Chiara e da allora ne faccio parte. Dicono essere un circolo “strano”, ma che permette ai soci la massima libertà di
espressione e di autenticità.
Grazie a buoni amici che nutrono la mia stessa passione, da dieci anni sto approfondendo il linguaggio fotografico, tramite visite a mostre, partecipazione ad eventi, corsi e, non per ultimo, approfondendo
tematiche tramite letture.
Ho partecipato in questi ultimi anni a concorsi e letture portfolio che mi hanno dato buone soddisfazioni: ho avuto la fortuna e il privilegio di avere, da persone che stimo, delle letture profonde dei miei lavori, da cui ho attinto fiducia nel proseguimento dei miei progetti.
Sto frequentando una scuola di fototerapia. Mi piacerebbe portare il linguaggio fotografico nelle scuole, per rendere i ragazzi consapevoli di ciò che le immagini possono veicolare.