Project Voyager

Prima di Arrivare
Una mostra di Marco Monari

Marco Monari scrive:

Guardare è sempre stato un diritto.

 

È sempre stato un rischio.

Una scoperta.

 

Oggi è diventato un riflesso condizionato: vediamo troppo, troppo in fretta, troppo bene. Le immagini si offrono già risolte, già digerite, già innocue. E noi abbiamo imparato a scambiarle per esperienza.

 

Il problema non è la quantità.

 

È la precisione con cui

l’immagine ha smesso di opporre resistenza.

 

Il turismo è solo la forma più evidente di questo addestramento. Non si viaggia per incontrare qualcosa, ma per verificare che esista davvero ciò che si è già visto. Una liturgia semplice: arrivare, riconoscere, confermare. La fotografia, in questo schema, è la prova finale. Non serve a capire. Serve a chiudere il cerchio.

 

E così i luoghi spariscono.

Restano le loro versioni.

 

Non è una questione estetica. Non c’entra il bello o il brutto. Le immagini funzionano. Proprio per questo sono un problema. Sono perfette nel loro compito: evitare lo sguardo.

 

Perché guardare davvero implica una perdita di controllo.

Significa non sapere cosa fare di quello che si ha davanti.

 

Significa accettare che il mondo non coincida con le immagini che lo precedono.

 

Qui le immagini non cercano di convincere.

Cercano di incrinare.

 

Forse, per salvare la possibilità di non capire subito.

Immagine di Marco Monari

Marco Monari

Marco Monari nasce a Brescia nel 1972 e comincia a fotografare a cinque anni, scopre le prime macchine fotografiche tra ritratti ai compagni di classe e suggerimenti visivi di sua madre.
Alle scuole medie usa la fotografia per partecipare a tutte le gite e per fotografare persino la commissione d’esame. Ai tempi del liceo arrivano i primi lavori.
Si iscrive a Psicologia a Padova ma continua a coltivare la passione per la fotografia. Le prime esperienze da reporter per diversi giornali locali. Nei primi anni ’90 segue i conflitti dell’ex Jugoslavia per conto del Parlamento Europeo e di alcune associazioni. Al reportage preferisce un percorso diverso e rientrato a Padova, affianca la ripresa professionale alla stampa in bianco e nero, collaborando con studi e negozi della città.
È il vero inizio di un mestiere che lo accompagnerà sempre, in cui il gesto tecnico e l’incontro umano procedono insieme.
Dal 1998 al 2008 lavora all’Università di Padova come tecnico del corso di Storia e tecnica della fotografia al DAMS, mentre fonda e dirige Ph – Scuola di Fotografia, che diventa un punto di riferimento culturale e formativo. In quegli anni realizza progetti con enti e associazioni – dal carcere Due Palazzi alle comunità di sordomuti e Down – e organizza festival ed eventi che animano la vita fotografica della città, tra cui il Padova Fotografia Festival.
Nel 2014 si trasferisce a Verona, dove fonda Verona Fotografia. Nei dieci anni successivi, insieme a una decina di collaboratori interni ed esterni, forma oltre duemila persone e porta avanti la professione di fotografo accanto all’attività didattica.
A Verona sviluppa soprattutto una rete di sinergie tra aziende ed enti culturali, per produrre progetti che mettono la fotografia al centro del territorio e della comunità.
Dal 2025 prende forma una nuova sfida: Fotologica. Una scuola che non è solo didattica, ma laboratorio di pensiero, luogo di ricerca e di gioco, spazio di riflessione collettiva sul senso stesso dell’immagine. Un approdo naturale dopo decenni di insegnamento, lavoro e sperimentazione: il punto in cui il passato si intreccia con il futuro della fotografia.

https://marcomonari.com/
SCUOLA: https://fotologica.it/
IG: @marcomonari

Immagine di Spazio Aperto Osnago

Spazio Aperto Osnago

Spazio Aperto è un luogo di incontro per associazioni, gruppi informali e cittadini, dove è possibile organizzare mostre, presentazioni, piccoli concerti, riunioni associative, laboratori e corsi, mercati del riuso, attività per i piccolissimi e molte altre cose ancora. E’ uno spazio pensato e aperto alla promozione di progetti di interesse civico, culturale e collaborativo.

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