Una redazione in cerca d’autore: Aleksandr Michajlovič Rodčenko

Aleksandr Michajlovič Rodčenko

Aleksandr Michajlovič Rodčenko nacque a San Pietroburgo il 23 novembre del 1891. Nel 1905 si trasferì con la sua famiglia a Kazan dove, nel 1910, iniziò a studiare arte, entrando a far parte della Scuola delle Belle Arti del paese, laureandosi nel 1914. Nello stesso anno iniziò a frequentare le lezioni di diversi futuristi russi, tra cui Vladimir Majakovskij. Nel 1915 si trasferì a Mosca e si iscrisse alla sezione di grafica della scuola Stroganov di Arte applicata.

Negli anni successivi, Rodčenko abbandonò lo stile futurista per dare spazio ad una estetica astratta e fortemente geometrica. Fu il primo a sperimentare altre forme comunicative come poster, book, design tipografico, ritenendo che tali forme d’arte potessero avere un effetto comunicativo più efficace, soprattutto in quel particolare periodo per l’Unione Sovietica.

Fu uno dei leader del movimento costruttivista i cui seguaci appoggiavano forme geometriche e design grafici innovativi. Questo movimento fu molto importante ed utile per la società di quegli anni.

Nel 1923 iniziò a dare vita alla propria creatività fotografica ricevendo molte commissioni e richieste di progettazioni grafiche per copertine di libri e manifesti. Diventò inoltre il principale designer per la rivista Lef, formata da un gruppo di scrittori all’avanguardia, tra cui alcuni intellettuali associati al poeta Vladimir Majakovskij, col quale iniziò una stretta collaborazione realizzando tutte le copertine dei suoi libri.

Ma fu nel 1924 che cominciò ad interessarsi principalmente alla fotografia. Nel 1928 acquistò una Leica, con cui scattò fotografie dalle prospettive audaci ed insolite, sfidando le convenzioni della fotografia artistica del periodo. A questo proposito, ebbe a dire: “La fotografia serve a formare lo sguardo e per insegnare alla gente a guardare sotto diverse angolazioni bisogna mostrare loro oggetti abituali con prospettive inusuali.

Nonostante molti costruttivisti come lui lavorassero per la nuova rivista URSS, le prerogative del movimento sfumarono repentinamente nel realismo socialista.

Alla fine degli anni venti, con l’ascesa stalinista, la posizione di Aleksandr Rodčenko divenne sempre più difficile. Fu accusato di formalismi, di seguire le orme di fotografi occidentali, come Làszlò Moholy-Nagy e Man Ray e di favorire l’estetica a scapito del contenuto. Alcune sue foto furono messe al bando, poiché, secondo il regime stalinista, trasmettevano un messaggio onirico, non in linea col realismo socialista.

A proposito del socialismo reale, questo un commento di Rodčenko, datato 1943: “L’arte è al servizio del popolo, ma il popolo è stato condotto Dio solo sa doveVoglio guidare il popolo all’arte non usare l’arte per condurre il popolo chissà dove. Sono nato troppo presto o troppo tardi? L’arte deve prescindere dalla politica.”

Aleksandr Rodčenko, a partire dal 1940, si dedicò alla pittura tralasciando la fotografia, ma questa scelta non modificò la sua fama, tant’è che è tutt’ora conosciuto più come fotografo che come pittore.

Morirà a Mosca il 3 dicembre del 1956 all’età di 65 anni.

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