Una redazione in cerca d’autore: Margaret Bourke-White

Margaret Bourke-White

Margaret Bourke-White nasce a New York, nel Bronx, il 14 giugno del 1904.

Dalla madre ereditò la determinazione e la passione per l’arte. Il padre era ingegnere, progettava macchine per la stampa e Margaret lo accompagnava nelle acciaierie. Iniziò, così, a fotografare la realtà che la circondava: industrie, macchine, il mondo del lavoro.

Nel 1929 ha inizio la sua collaborazione con la rivista Fortune, unica donna nello staff della rivista.

Nel 1930 è la prima fra i fotografi occidentali a recarsi in URSS, realizzando reportage sull’industria sovietica.

La Bourke-White fu uno dei membri fondatori di Life e sua è la prima copertina della rivista: una fotografia dell’imponente diga di Fort Peck nel Montana, a simboleggiare il New Deal rooseveltiano.

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Sua anche la celebre fotografia della fila di persone di colore, in attesa della distribuzione di un pasto, sovrastati dalla pubblicità di una automobile con a bordo la tipica famiglia americana e la frase: “World’s highest standard of living”.

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Negli stessi anni, sempre per Life, venne inviata in Europa ed ebbe la fortuna di trovarsi nei luoghi cruciali, testimone diretta dei primi importanti eventi che portarono alla soluzione del conflitto mondiale.

Margaret Bourke-White sul teatro di guerra ha dato il meglio di sé. Il suo obiettivo si ferma sui campi di battaglia, sui momenti di riposo, gli ospedali da campo, i bombardamenti e, soprattutto, sono suoi i primi scatti dei campi di sterminio di Buchenwald, immediatamente dopo la liberazione.

Le immagini dei volti increduli oltre il filo spinato, dei forni crematori, delle baracche dei lager non sono semplici fotografie, ma documenti storici di enorme valore.

In un altro scenario riuscì a ritrarre Gandhi e ad essere uno dei due fotoreporter ammessi ai suoi funerali; il secondo era Henry Cartier-Bresson.

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Nel 1957, quando il morbo di Parkinson iniziò il suo corso, firma il suo ultimo servizio per «Life» e nel 1963 scrive l’autobiografia Portrait of myself.

Margaret muore nel 1971, a 67 anni, nella sua casa nel Connecticut.

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