5 mostre fotografiche virtuali da non perdere

Siamo già da mesi nella crisi globale del COVID-19, che ha portato a misure di blocco che hanno costretto gallerie e istituzioni d’arte a chiudere i battenti. Per fortuna molte di queste istituzioni stanno dimostrando che l’arte e la cultura non si fermano neanche quando non si può uscire, ma diventano digitali. Qui di seguito un vi segnaliamo un breve ma fantastico elenco di alcune delle mostre fotografiche che puoi visitare comodamente da casa tua.

Artland

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Nessun incontro digitale può emulare appieno l’esperienza di una visita dal vivo di una mostra, ma se esiste una piattaforma che si avvicina a questa esperienza quella è Artland. Artland usa la tecnologia VR, lo spazio innovativo  ospita anche una serie di spettacoli 3D che ti consentono di navigare negli spazi espositivi in ​​modo simile a come faresti se fossi lì di persona. Unendo scultura, fotografia e film, “Nude – Arising From The Ground” di Mariken Wessel si ispira alle qualità materiali del corpo umano e, nonostante le sue radici corporee, si traduce particolarmente bene attraverso il mondo virtuale.

Biennale für aktuelle Fotografie 2020

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Il festival fotografico tedesco Biennale für aktuelle Fotografie è partito il 29 febbraio ma non ha putoto far altro che chiudere il 17 marzo. Gli organizzatori hanno ora aperto le sei mostre tematiche intitolate “Le vite e gli amori delle immagini” come una serie gratuita di tour di realtà virtuale. Le opere di Joan Fontcuberta, Sohrab Hura, Josh Murfitt, Kensuke Koike, Bryan Schutmaat, Sherrie Levine e altri esplorano il lavoro intrinseco delle immagini e il nostro rapporto con esse per riflettere sugli estremismi della società contemporanea. Se conosci il tedesco, puoi anche visualizzare alcune delle serie di conferenze registrate in precedenza che si concentrano sul dialogo tra scienza e fotografia tramite il canale Youtube dell’Università di Heidelberg.

PHmuseum

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PHmuseum è una piattaforma dedicata alla fotografia contemporanea che da tempo domina il mondo delle mostre digitali. Ogni anno invitano più di 60 fotografi ad esporre i lavori nella loro galleria online in collaborazione con curatori speciali. Ultimamente hanno proiettanto “Falling”, che presenta le immagini di otto fotografi provenienti da tutto il mondo con il tema i legami tra l’amore e la fotografia. La serie ‘Sonia’ del fotografo argentino Gustavo Sagorsky è particolarmente d’impatto, con oltre 20 anni di immagini della suo partner, esse consentono allo spettatore di “osservare come la loro relazione si evolve nel corso degli anni, i cambiamenti fisici di Sonia facendo trasparire la continuità dell’amore e del rispetto che esiste tra loro”.

Un altro pezzo forte è “Le gambe di mio padre” di Sara Perovic. Ispirata da un commento spontaneo di sua madre nel quale confessava di come la prima cose che l’ha attratta al padre fossero le sue gambe. Sara ha così iniziato a fotografare le gambe dei suoi partner in calsoncini durante la loro vita quotidiana. La serie è piena di sfacciataggine ed è anche un’ispirazione fantastica per progetti artistici che puoi realizzare mentre sei in isolamento.

Google Arts & Culture

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Google Arts & Culture è un’altra piattaforma che ha presentato le opere digitali di musei e istituzioni d’arte molto prima che le distanze sociali diventassero parte del nostro vocabolario quotidiano. Ha al suo interno oltre 500 tour virtuali, mostre e collezioni disponibili, comprese le immagini iconiche di Nan Goldin visibili nella Gallerie contemporanee del MoMA: 1980-Now, così come la cronaca visiva del “secolo americano” di LIFE Magazine e “A Harlem Family 1967” di Gordon Park, pubblicato nella sezione speciale di LIFE del 1968 su etnia e povertà. La serie offre uno “intenso sguardo sulla lotta quotidiana di una famiglia di Harlem impoverita, le Fontenelles”.

Circulation(s) European Young Photography Festival

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CIRCULATION (S) è un festival francese dedicato alla fotografia emergente in Europa. Negli ultimi dieci anni ha rappresentato un trampolino di lancio per molti giovani artisti promuovendo la creatività contemporanea innovativa. Con l’edizione 2020 che non può andare avanti, il team ha invece scelto di implementare una sorta di progetto di “telegramma artistico” al posto del programma originale. Da Minsk e Parigi a Londra e Barcellona, ​​i 45 artisti del festival stanno ora partecipando a una continua corrispondenza digitale di immagini intesa a mantenere il loro legame creativo durante questa situazione senza precedenti. È un’interpretazione interessante dello storytelling visivo basato sulla comunità che sfrutta il potere immediato dei social media, potrete seguire i loro aggiornamenti su Instagram.

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